Relativamente ai provvedimenti statali di interesse per il nostro settore , sulla Gazzetta Ufficiale del 21 settembre scorso è stato pubblicato il decreto ministeriale che disciplina l’utilizzazione delle terre e rocce da scavo.
Il provvedimento stabilisce criteri qualitativi e condizioni per qualificare i materiali di scavo come sottoprodotti e non rifiuti.
Per poter essere considerate sottoprodotti le terre e rocce da scavo devono essere generate durante la realizzazione di un’opera, di cui costituiscono parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tali materiali, essere utilizzate in conformità al Piano di Utilizzo (nel corso dell’esecuzione della stessa opera, nel quale sono state generate, o di un’opera diversa, per la realizzazione di reinterri, riempimenti, rimodellazioni, rilevati, ripascimenti, interventi a mare, miglioramenti fondiari o viari oppure in processi produttivi, in sostituzione di materiali di cava), essere utilizzabili direttamente (vale a dire senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale) secondo i criteri descritti nell’Allegato 3 e soddisfare i requisiti di qualità ambientale indicati nell’Allegato 4.
La sussistenza di queste condizioni deve essere dichiarata nel Piano di Utilizzo che va presentato all’autorità competente almeno 90 giorni prima dell’inizio dei lavori per la realizzazione dell’opera.
Il decreto ministeriale entra in vigore il 6 ottobre prossimo, abrogando la procedura delineata nell’art. 186 del decreto legislativo 152/2006 (Codice dell’Ambiente) in attuazione dell’art. 39 del decreto legislativo 205/2010 (quarto decreto correttivo del Codice dell’Ambiente).
Per i progetti di riutilizzo dei materiali da scavo già autorizzati viene prevista una procedura transitoria, che permette di portarli a compimento con le modalità della precedente disciplina o di assoggettarli alla nuova procedura mediante la presentazione entro 6 mesi del Piano di Utilizzo.
Il provvedimento non interviene in materia di riutilizzo delle terre e rocce da scavo nei “piccoli cantieri” (inferiori a 6000 mc) che dovrebbe, invece, essere disciplinato nell’ambito di un nuovo decreto legge sulla semplificazione al vaglio del Governo.