Nel pacchetto di misure predisposto dal Consiglio dei Ministri è compreso anche un disegno di legge in materia di semplificazioni, che contiene una serie di misure che completano il quadro degli interventi di sburocratizzazione dell’amministrazione, che verranno avviati con il decreto legge “del fare”.
Tra i contenuti del disegno di legge, si segnalano misure per facilitare l’interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni per consentire lo scambio dei dati contenuti nelle diverse banche dati, per evitare di richiedere ai cittadini e alle imprese documentazione di cui le p.a. sono già in possesso.
Per quanto riguarda i beni culturali, il provvedimento mira a facilitare il “fund raising” sul territorio, anche di modico valore, da destinare a interventi di tutela dei beni culturali o paesaggistici, analogamente a quanto avviene in altri Paesi europei.
In tal modo, nel caso delle donazioni di scopo per interventi di tutela del patrimonio culturale, si consente ai funzionari delegati del Ministero per i beni e le attività culturali di acquisire direttamente e utilizzare immediatamente le somme destinate a interventi specifici, mediante l’accensione di appositi conti correnti presso istituti bancari, eliminando il versamento delle somme in conto entrata dello Stato e la loro successiva riassegnazione allo stato di previsione della spesa del Ministero per i beni e le attività culturali.
Per quanto riguarda le procedure edilizie, il disegno di legge tende a semplificare la realizzazione di varianti ai permessi di costruire che non costituiscono variazioni essenziali, assoggettandole alla SCIA.
Per gli appalti, il disegno di legge, nell’intento di semplificare le procedure per agevolare la partecipazione alle gare da parte delle piccole e medie imprese, prevede che le stazioni appaltanti debbano motivare le ragioni della mancata suddivisione dell’appalto in lotti, riservando all’Autorità per i contratti pubblici la funzione di vigilare sul rispetto di tale adempimento.