Il sistema AVCpass diventerà obbligatorio dal 1° gennaio 2014, grazie alla conversione in legge del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101 che ha abrogato le disposizioni del decreto legge 69, che, a loro volta, prevedevano l’anticipo del termine al 21 novembre 2013.
Con l’abrogazione della norma è stato, quindi, dato più tempo all’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici per affinare l’intero impianto informatico, avviato da poco meno di un anno.
Oltre all’importo minimo per l’utilizzo del sistema AVCpass (40.000 euro), viene confermato l’ulteriore rinvio del coinvolgimento dei settori speciali o di quelle procedure di selezione interamente gestite con sistemi telematici, sistemi dinamici di acquisizione mercato elettronico, che saranno oggetto di una futura e distinta deliberazione dell’Autorità.
Stazioni appaltanti e imprese, pur avendo guadagnato tempo, dovranno, tuttavia, fare i conti con una riformulazione più stringente dell’articolo 6-bis, comma 1, del Codice sui contratti pubblici.
Secondo il nuovo testo, infatti, le stazioni appaltanti potranno acquisire la documentazione, comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario, “esclusivamente” attraverso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici; con tale precisazione, sembrerebbe esclusa la possibilità per le stazioni appaltanti di integrare attraverso canali alternativi quanto non ancora reperibile con l’AVCpass.
In questo contesto, la nuova disposizione elimina, infine, ogni dubbio in merito alla possibilità, per l’Autorità, di consultare la futura Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia, per la verifica informatica dei requisiti dei concorrenti alle procedure di gara.
Di questa possibilità dovrà tenere conto il decreto che darà attuazione al codice antimafia, istituendo la citata Banca dati nazionale antimafia.