È stata pubblicata sul sito di ARPA Lombardia una circolare esplicativa sulla gestione dei materiali da scavo alla luce delle modifiche alla disciplina introdotte dall’art. 41 comma 2 e dall’art. 41 bis del decreto legge 69/2013, convertito con modifiche nella legge 98/2013.
La circolare chiarisce in primo luogo che la gestione dei materiali da scavo originati nel corso di attività o opere soggette a VIA o ad AIA deve rispettate le indicazioni del DM 161/2012, indipendentemente dai quantitativi.
Per tutti gli altri casi, se il produttore (o il proponente) attesta e dimostra il rispetto delle quattro condizioni di cui al comma 1 dell’art. 41 bis, i materiali da scavo prodotti nel corso di attività e interventi autorizzati in base alle norme vigenti, possono essere considerati sottoprodotti e non rifiuti.
Vengono forniti alcuni chiarimenti procedurali e di contenuto (rispetto a quanto indicato nell’art. 41 bis) e viene proposto un modello di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, in ogni caso non tassativo, in quanto il soggetto dichiarante può decidere di utilizzare anche un altro modello purché rispetti i contenuti dell’art. 41 bis.
Nonostante il confronto avviato dalla nostra associazione regionale con ARPA Lombardia sui contenuti dei documenti, si rileva ancora la persistenza di alcune criticità (in particolare nel modello di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà) rispetto alle quali ANCE Lombardia ha in corso di valutazione l’opportunità di definire una propria modulistica alternativa.
Infine, a completamento di quanto predisposto da ARPA Lombardia, verranno quanto prima condivisi a livello associativo, e quindi messi a disposizione delle imprese, dei modelli fac-simile per la “comunicazione di modifica dei requisiti e condizioni di utilizzo dei materiali da scavo” e per la “comunicazione di completo utilizzo dei materiali da scavo”.