ANCE nazionale ha deciso di ricorrere all’azione legale per far valere l’illegittimità costituzionale dell’IMU applicata sul “magazzino” delle imprese edili.
L’IMU nel settore edile va a colpire anche la “produzione” e non solo i beni patrimoniali delle imprese e questa circostanza rappresenta un unicum in tutto il panorama industriale italiano, in violazione, a parere dell’ANCE, dei principi costituzionali di uguaglianza, ragionevolezza e capacità contributiva.
Nello scorso mese di aprile sono state presentate le istanze di rimborso dell’IMU per le “imprese pilota”, per conto delle quali lo studio legale tributario incaricato impugnerà il provvedimento di diniego (espresso, o “tacito” decorsi 90 giorni dalla richiesta di rimborso) di fronte alla Commissione Tributaria Provinciale, competente per territorio, sollevando, in via incidentale, la questione di legittimità costituzionale.
A partire da luglio 2013 sarà, quindi, possibile proporre i relativi ricorsi dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale, che valuterà se ricorrono gli estremi per il giudizio di fronte alla Corte Costituzionale.
Nell’attesa di conoscere l’esito dell’azione già intrapresa, ANCE persisterà nella richiesta al nuovo Governo di intervenire normativamente per eliminare il prelievo IMU sugli “immobili merce”.