Prosegue l’iter di conversione in legge del decreto legge 35/2013 che riguarda appunto le disposizioni per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione.
Il decreto legge, che scade il 7 giugno 2013, dopo l’approvazione da parte della Camera, passa ora alla seconda lettura del Senato.
Le modifiche e le integrazioni al testo approvate dalla Camera recepiscono in parte alcune istanze auspicate da ANCE nazionale.
Si prevede che l’accertamento della regolarità contributiva venga effettuato con riferimento alla data di emissione della fattura.
Qualora tale accertamento evidenzi un’inadempienza contributiva, si applicano le disposizioni dell’art. 4 del DPR 207/2010 (Regolamento generale contratti pubblici), con la trattenuta, dal certificato di pagamento, dell’importo corrispondente all’inadempienza, e il pagamento diretto, parte della stazione appaltante, delle somme dovute agli enti previdenziali e assicurativi e alle casse edili.
Viene infine introdotta una norma transitoria di modifica dell’art. 253 del Decreto Legislativo 163/2006 (Codice contratti pubblici) che consente all’esecutore dei lavori, fino al 31 dicembre 2015, di sospendere i lavori in caso di mancato pagamento da parte della stazione appaltante di un importo pari al 15 per cento dell’importo netto contrattuale (anziché al 25 per cento attualmente previsto).