Riprendendo quanto anticipato la scorsa settimana, il provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri del 28 agosto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 agosto con decreto legge 102/2013 “Disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici”.
Sulla base del testo del decreto legge, vengono confermate l’abolizione della seconda rata dell’IMU per il 2013 e l’esenzione dall’IMU, a decorrere dal 1° gennaio 2014, relativamente ai “fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati”.
L’esenzione è comunque riconosciuta a prescindere dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione, fintanto che il fabbricato rimane destinato alla vendita.
Contrariamente alle aspettative, il testo del decreto legge non prevede la deducibilità da IRPEF/IRES del 50% dell’IMU versata, già nel 2013, con riferimento a tutti gli immobili posseduti dall’impresa (sia aree che fabbricati), che, in base alle anticipazioni del Governo, doveva essere contenuta nel provvedimento.
In proposito, ANCE nazionale è già intervenuta per sollecitare l’introduzione della norma già in sede di conversione del decreto o nell’ambito dell’imminente disegno di legge di Stabilità per il 2014.
La misura avrebbe infatti consentito una generale attenuazione del prelievo IMU a carico delle imprese, anche relativamente alle aree fabbricabili in loro possesso.
E’ venuta meno, rispetto al testo diffuso in un primo momento, anche la disposizione relativa al ripristino dell’imponibilità IRPEF per i redditi derivanti da fabbricati non locati.
Proprio il venir meno di tale disposizione ha creato problemi di copertura finanziaria al provvedimento, causando l’eliminazione, quantomeno temporanea, della norma sulla deducibilità dell’IMU dal reddito d’impresa.