Oltre ai contenuti di carattere fiscale del decreto legge 102 del 31 agosto “Misure di sostegno all’accesso all’abitazione e al settore immobiliare” vanno approfondite, dopo le anticipazioni peraltro già fornite nelle scorse settimane, anche le disposizioni che si propongono di riattivare il circuito dei mutui per la casa.
Il decreto legge consente alla Cassa Depositi e Prestiti di fornire liquidità a medio-lungo termine alle banche per l’erogazione di nuovi mutui alle famiglie attraverso due canali, vale a dire un plafond (da attivare tramite convenzione tra Cassa Depositi e Prestiti e ABI) a cui gli istituti di credito potranno attingere per effettuare finanziamenti ai privati e l’acquisto di obbligazioni bancarie garantite (covered bond) oppure di titoli derivanti da operazioni di cartolarizzazione di mutui esistenti.
Con la provvista messa a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti le banche potranno finanziare l’acquisto dell’abitazione principale e gli interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico degli immobili.
Le risorse stanziate dalla Cassa Depositi e Prestiti per queste operazioni ammontano per ora a 2 miliardi di euro.
L’acquisto di covered bond o di titoli derivanti da operazioni di cartolarizzazione di mutui,che riprende una proposta formulata congiuntamente da ANCE e ABI, consente di fornire provvista alle banche ad un costo più basso, in quanto i covered bond hanno, di norma, un rischiosità più bassa rispetto alle obbligazioni normali.
Il decreto legge 102/2013 rifinanzia, inoltre, con 60 milioni di euro il Fondo di garanzia per i mutui a favore dei giovani per l’acquisto della prima casa, strumento scarsamente utilizzato ma ora accessibile anche ai
lavoratori atipici.
Per l’accesso al Fondo, i beneficiari del finanziamento devono avere un’ età inferiore a 35 anni e un reddito ISEE complessivo non superiore a 35 mila euro.
La garanzia del Fondo è a prima richiesta, diretta, esplicita, incondizionata, irrevocabile ed è efficace a decorrere dalla data di erogazione del mutuo che non deve, in ogni caso, superare i 200.000 euro.
La garanzia, concessa nella misura del 50% della quota capitale, tempo per tempo in essere, consentirà alle banche di diminuire la rischiosità di controparte e, quindi, di ridurre i requisiti di capitale anche ai fini di Basilea 2.
E’ stato poi rifinanziato con 40 milioni il Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, che interviene in caso di temporanea difficoltà economica del mutuatario dovuta alla perdita di lavoro o all’insorgere di condizioni gravi di non autosufficienza.